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Cultura

Le tecniche e gli strumenti

È una notte di luna piena nelle lontane isole polinesiane, i fuochi salgono alti verso il cielo nero, il rullare di tamburi cresce imponente e i fumi di erbe aromatiche si confondono con il vento che sa di salsedine. Vicino ai fuochi gli artisti del villaggio compiono i riti di iniziazione ai bambini, ai valorosi, alle donne. 

Come un vestito firmato, i diversi disegni di un tatuaggio saranno lo status symbol di un polinesiano, e solo se si farà valere, come guerriero o come amante, potrà aggiungere un disegno in più al suo corpo.

Ti'a'iri : Albero da cui si ricavava l'inchiostro per eseguire i tatuaggi. Si bruciavano i frutti dell'albero, simili a delle noci, miscelandoli poi con olio o acqua per ottenere un liquido omogeneo.

Gli antichi artisti polinesiani (i Tahu'a tatau) usavano una sorta di bisturi artigianale - o una piccola scure - per incidere la pelle, chiamata tatatau. Manico di legno e punta che poteva essere il becco, l'artiglio di un uccello o il dente di un pescecane. Spesso, per costruire più in fretta una parte del disegno, il bisturi aveva da tre a venti punte separate. Altrimenti, un osso appuntito poteva andare altrettanto bene. I più fantasiosi riuscirono a costruire delle punte cave in modo da avere a disposizione un piccolo serbatoio per l'inchiostro.
Le tinte erano scure, nere tendenti al verde o al marrone, e si ottenevano con carbone diluito in acqua o in olio. Per garantire la tenuta dell'inchiostro, la mistura veniva completata con zucchero di canna o succo di noce di cocco.

All'inizio il Tahu'a tatau disegnava la figura con un bastoncino carbonizzato; successivamente, con il bisturi, battuto (da qui l'origine del termine tatau che vuol dire "battere") con un pezzo di legno, provocava una serie di tagli sulla pelle che venivano subito coperti con una striscia di inchiostro. Alla fine dell'incisione, la pelle tatuata veniva trattata con succo di banana o di Ahi Tutu (l'albero del sandalo) e gentilmente accarezzata con foglie e spugne per lenire l'irritazione. La tecnica era, dunque, molto semplice e non si discostava troppo da quelle attuali. I disegni, che arrivavano a coprire tutto il corpo, erano molto semplici e composti da una serie di tratti vicini; si prediligevano forme geometriche che ricoprissero in modo omogeneo una parte anatomica completa.

Le braccia, le gambe, la schiena ma anche la faccia per gli uomini, le mani, le gambe e le natiche per le donne.

La cerimonia durava diverse ore, ma per i disegni più complessi ci volevano anche alcuni mesi, e i Tahu'a tatau tatuavano più persone contemporaneamente.

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