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Il matrimonio polinesiano Oggi sposi…Irene e Riccardo si
raccontano
   

Irene e Riccardo si raccontano: noi ci siamo sposati a Tahiti e le sue Isole…

Irene Basili e Riccardo Lora Lamia sono due fidanzati che, grazie al concorso indetto da Tahiti Tourisme “Sorridi…e vinci Tahiti”, hanno vinto un viaggio in Polinesia Francese.

- Maeva! Bentornati in Italia ragazzi! Investire sul vostro amore vi ha permesso di vincere questo fantastico viaggio nelle isole che sono forse le più note al mondo quando si parla di mete per innamorati. Raccontateci: come è andata? 

Irene: E' andata benissimo: la Polinesia è incredibilmente bella! Sembra di vivere un sogno ad occhi aperti! Tutto è così intatto, originale, incontaminato, lussureggiante da sembrare surreale. L'accoglienza e il calore della gente è quasi commovente. Istintivamente ci tornano alla mente il profumo del Tiarè, i colori del cielo, la trasparenza dell’acqua, i sorrisi dei polinesiani, la musica…
Riccardo: Sì e poi ogni cosa è pensata per il relax e la pace dei sensi: sensazioni da condividere in coppia.

- Avete celebrato la tradizionale cerimonia nuziale tahitiana: avreste mai pensato di ’sposarvi’ in Polinesia?

Riccardo: Decisamente no...è stata un'esperienza unica nel suo genere. Divertente, inaspettata e anche emozionante
Irene: Io non avrei mai immaginato che la mia vita potesse cambiare in maniera irrevocabile in un solo pomeriggio.Mi ricordo, come se fosse ieri, l’arrivo al Tiki Village, la vista delle canoe all’orizzonte, il suono dei tamburi e i sorrisi dei polinesiani che ci aspettavano… io e Riccardo avevamo il batticuore.
Tutto è poi avvenuto talmente in fretta che sul momento non avevamo neanche capito cosa stesse accadendo.
All’inizio siamo stati separati, io sono stata accompagnata per mano da una ragazza polinesiana, vestita con un abito ricavato da noci di cocco, in una casa dove altre donne si sono prese cura di me e hanno cominciato il rituale di purificazione del corpo e dell’anima in preparazione della cerimonia. Cioè, dopo avermi fatto svestire, hanno massaggiato il mio corpo con il profumatissimo olio di monoi e hanno intonato una canzone per me.
Poi è cominciato il rito di vestizione: una ragazza mi ha avvolta in un pareo bianco e ha posto sulla mia testa una corona di piume. Al termine mi hanno condotto in riva al mare, ricordo di essermi domandata il motivo di quel gesto, non capivo cosa stesse per accadere. Ad un certo punto, seduto su una sorta di trono a bordo di una canoa, ho visto Riccardo con in testa una corona ancora più grande della mia e il petto pitturato con tattoo di colore scuro: sembrava un re e l’emozione di vederlo arrivare verso di me è stata indescrivibile.Un sorriso si è aperto sul mio volto incredulo…
Riccardo: Anch’io ero emozionatissimo.

- E poi cos'è successo?

Riccardo: Una volta raggiunta la riva, ci siamo avvicinati assieme al Marae, il luogo sacro dove è stato celebrato il rito. Lì ci aspettava, vestito con un abito di colore giallo e lungo fino ai piedi, il “sacerdote” che avrebbe celebrato la nostra unione. Durante il rito, una noce di cocco è stata spezzata sopra le nostre mani congiunte, di modo che il latte di cocco le bagnasse. Questo e altri rituali hanno sancito la nostra unione; per esempio abbiamo ricevuto dei nomi polinesiani, che ci apparterranno per sempre, e con cui verremo chiamati se mai dovessimo tornare in Polinesia.
Siamo poi stati issati su una sorta di portantina in legno, ornata di corone di fiori dei colori dell’arcobaleno.
Irene: Si, poi è stato il momento delle danze! La portantina è stata poggiata a terra e i ragazzi polinesiani hanno iniziato a ballare in cerchio davanti a noi al ritmo frenetico dei tamburi. Ad un certo punto hanno sciolto il cerchio e ci hanno fatto avanzare verso il centro: è stato subito chiaro che da quel momento in poi saremmo stati noi i protagonisti delle danze!!! Io e Riccardo ci siamo guardati con aria un po’ smarrita, poi abbiamo vinto l’imbarazzo e lasciandoci trasportare dall’atmosfera abbiamo cominciato a ballare. I festeggiamenti sono andati avanti per tutto il giorno e anche tutta la notte, tra canti, balli, cibo delizioso, risate e allegria.
Riccardo: La sera siamo tornati al nostro hotel stanchi ma felici, anzi felicissimi!

- Emozioni intense anche se il matrimonio non aveva valore legale: la solennità del rito e la partecipazione dei polinesiani è davvero molto forte....

RiccardoAltroché... era cosi forte che a tratti eravamo convinti che il matrimonio avesse un valore legale! Il rito è molto particolare e i tre momenti che lo scandiscono portano ad un livello di spiritualità sempre maggiore. Il tutto è reso ancora più particolare dalla musica e dai balli che accompagnano la cerimonia.
Irene: La gente del posto è fantastica, le persone che abbiamo avuto la fortuna di conoscere in Polinesia Francese sono state meravigliose con noi, di una gentilezza e di un calore mai trovati in nessuna altro luogo del mondo.

 - Consigliereste ad una coppia di amici di celebrare il matrimonio polinesiano?

Irene: Si, senza ombra di dubbio. Lo consiglieremmo sia ad una coppia giovane, sia a chi volesse celebrare l'anniversario di nozze. E’ davvero un’esperienza suggestiva ed indimenticabile dall’atmosfera “magica” che ti porta a vivere la cultura locale.
Riccardo: Si e poi avere le foto del proprio "matrimonio" in pareo, con in testa una ghirlanda di Tiarè e i piedi nell'acqua più bella e limpida del mondo non ha prezzo!

- E voi tornereste in Polinesia, magari per il viaggio di nozze?

Riccardo: Magari non proprio domani perché il matrimonio, vista la nostra giovane età, può ancora aspettare, ma sicuramente il viaggio di nozze sarà l'occasione perfetta per rivivere questo sogno.

 - Grazie ragazzi! Mauru’uru

 

 

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