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Tahiti e le sue isole www.tahiti-tourisme.it
Island hopping:
salpando di isola in isola
Barca a vela o catamarano…
e tu, di che barca sei?
Cazza la randa…
a Tahiti e le sue Isole!
   

Island hopping: salpando di isola in isola

ARCIPELAGO DELLA SOCIETA’

Le Isole della Società si chiamano così perché particolarmente vicine fra loro. Questa loro caratteristica fa si che siano ideali per essere visitate in barca a vela. Venti docili e assenza di correnti le rendono perfette per la navigazione, sia all’interno delle lagune che da un’isola all’altra. E’ bene tenere presente, però, che l’intensità dei venti provenienti da sud-est – mara’amu, in tahitiano - aumenta nella stagione estiva e che il passaggio nelle pass (i collegamenti fra la laguna e l’oceano aperto, dove le correnti sono più forti) è particolarmente impegnativo.

ITINERARI

All’interno dell’arcipelago della Società sono numerosi gli itinerari da percorrere in barca: si può restare all’interno della stessa laguna per giorni, fare tappe su tutte le isole o solo su alcune: cominciamo da Tahiti e Moorea, le isole sorelle, distanti solo 17 km.
Tahiti è l'isola principale dell’arcipelago, la più estesa e più popolata dell’intera Polinesia Francese, è formata da due aree a forma di cerchio collegate da uno stretto istmo: Tahiti Nui (grande), a ovest, e Tahiti Iti (piccola), a est, chiamata anche Presqu’Ile (penisola). La stretta fascia costiera di Tahiti Nui ospita diverse baie di interesse nautico: Mahina, Punaauia, Maiatea e Taravao. Taravao, in particolare, dà il nome anche all’altopiano che la sovrasta, da cui si gode di uno dei panorami più belli della Polinesia Francese su Tahiti Nui, Tahiti Iti e sulla vastità dell’Oceano che le avvolge. Se ancorate a Maiatea visitate il giardino d’acqua di Vahipai, che accoglie rigogliose piante tropicali; spostandovi a nord-ovest lungo la costa che arriva a Punaauia, invece, val la pena fare un salto nella zona di Papara, sede di famosi campionati di surf. A poca distanza, se siete amanti del golf, troverete una sorpresa sulla verde Tahiti: il campo da golf Atimaono. Continuando a costeggiare Tahiti Nui, prima di attraccare a Mahina, scorgete la città di Papeete, capoluogo della Polinesia Francese: scendete a terra e visitare il centro, i suoi musei, le sue boutique e soprattutto il mercato, colorato e brioso, tappa obbligata per conoscere i numerosi fiori e frutti tropicali, ma anche i manufatti artigianali delle isole e gli oli cosmetici come il monoї o il tamanu, segreti di bellezza delle donne polinesiane da secoli. Il giro intorno alla “grande” Tahiti lungo il suo perimetro consta di 90 miglia; una volta giunti alla penisola di Tahiti Iti, invece, la baia dove attraccare è Te Pari. A terra, si può partire alla scoperta della penisola a piedi, visto che questo punto di Tahiti non ha strade: bella e selvaggia, conserva ancora il fascino acerbo delle mete incontaminate. Gli appassionati di surf non potranno mancare di fare una visita a Tehaupoo, celeberrima zona dove si tiene ogni anno l’omonimo torneo internazionale di surf nel mese di maggio. 

A due ore circa di navigazione da Tahiti si trova Moorea, isola dalla vegetazione rigogliosa e dai picchi verdeggianti: Moorea gode della fama di “isola giardino” ma offre anche un ampio ventaglio di spiagge di sabbia bianchissima che s’affacciano su una laguna dai riflessi verdi e turchesi. Famosissime le baie “gemelle” di Cook e di Opunohu, sul lato nord dell’isola, nelle cui acque si specchiano alte montagne a picco sul mare. Moorea racchiude quanto di più bello si possa trovare in Polinesia Francese: nella sua laguna si trovano piccoli motu su cui restare a oziare beatamente durante la giornata; qui si trovano siti archeologici come il marae Afareaitu o il marae Te Ti’Roa; è ricca di piantagioni di ananas e frutta tropicale; il suo Belvedère e le sue cascate 3 Cocotiers sono rinomate fra gli amanti del trekking; oltre ad avere naturalmente diversi resort e SPA fra le più note del Pacifico. Sia che scendiate a terra nella baia di Cook o di Oponohu, partite alla scoperta dell’isola noleggiando una macchina o uno scooter: i suoi panorami, i suoi monti, le sue leggende rischiano di non fare più levare l’ancora!

Un tratto di oceano aperto separa Moorea e Tahiti dalle isole Sottovento: Huahine, Bora Bora, Raiatea e Taha'a, che ospitano il più alto numero di marina della Polinesia Francese e sono molto conosciute fra i velisti. Le isole Sottovento sono per lo più montuose, molto diverse fra loro. Arrivando da Tahiti, s’incontra per prima Huahine, isola magica e selvaggia che ospita il più grande complesso di marae (antichi luoghi di culto locali) dell’intera Polinesia. D’origine vulcanica e circondata da una grande barriera corallina, Huahine è formata da due isole unite da un istmo sottomarino e collegate tra di loro da un ponte. Nella laguna che circonda Huahine Nui il lago Fanua Nui offre uno spettacolo surreale; proseguendo verso Huahine Iti, dalla baia di Maroe si può circumnavigare la penisola di Huahine Iti, passando per la splendida baia di Avea e vicino al motu Ara’ara, famoso per i surfisti, e approdare dall’altro lato dell’isola, a Port Bourayne, nell’omonima baia. A terra, partendo da Avea, non mancate di visitare il famoso marae Anini e se amate le escursioni salite fin su la cima del monte Turi, da cui la vista su Huahine Nui e Huahine Iti è impagabile.   

A 5 ore circa di navigazione da Huahine si trovano le due isole “gemelle” di Raiatea e Tahaa, circondate dalla medesima laguna, siti di marae sacri e teatri di antiche leggende, separate solo da un braccio di mare di pochi chilometri. Raiatea, seconda isola per grandezza della Polinesia Francese, è il cuore religioso e culturale delle isole della Società ma anche il centro principale delle attività veliche dell’arcipelago, grazie alle ottime condizioni di navigazione che offre. Considerata tradizionalmente un’isola sacra, Raiatea ospita il marae Taputapuatea, il più importante luogo di culto dell’antica religione polinesiana: la sua importanza era tale che qualsiasi altro marae costruito altrove doveva incorporarne una pietra. Raiatea gode di un grande interesse nautico, sebbene molto piccola dispone di due zone ideali per la navigazione da diporto: Uturoa e Apooiti, sedi di yachting club e delle maggiori società charter presenti in Polinesia Francese. Da una di queste basi si può partire alla scoperta dell’isola in tour, sperimentare la navigazione sul fiume Faaroa, l’unico navigabile di tutta la Polinesia Francese, che sbocca sull’omonima baia a est dell’isola.
Esiste anche la possibilità di risalire in gommone il fiume Apoomau e continuare la navigazione all’interno delle laguna verso il motu Nao Nao.

Tahaa, la “sorella minore” dalle cime tondeggianti e dalle coste frastagliate, è distante circa un’ora di navigazione da Raiatea, ed è conosciuta come “l’isola della vaniglia" per la presenza di numerose coltivazioni di questo profumato baccello. Solcata da tre spettacolari vallate, l'isola si presenta come un'imponente montagna che culmina nel monte Ohiri, a circa 600 metri d’altezza. Tahaa ospita la più protetta fra le baie della Polinesia Francese: Tapuamu, dove l’ancoraggio è facile e riparato. La sua laguna color zaffiro e smeraldo è un paradiso per gli amanti delle immersioni: consigliata una sosta al Motu Tuvahine, vicino a Vahine Island e al Tahaa Private Island, i 2 celebri resort dell’isola. Altro luogo ideale per l’ancoraggio è la zona di Patio da cui partire per una visita all’omonimo villaggio. Scendendo verso sud, per gli amanti dell’eco-turismo è consigliabile visitare la pensione Hibiscus, sede dell’omonima fondazione per la tutela delle tartarughe marine. Tahaa nel corso dell’anno ospita alcune manifestazioni tipiche della cultura polinesiana, come la “pesca con il sasso” e l’Hawaiki Nui Va’a, una celebre regata di piroghe che ogni novembre passa da Tahaa per terminare il mattino successivo a Bora Bora.

Continuando in direzione ovest, si incontra Bora Bora, la cui celeberrima laguna rappresenta universalmente la quintessenza della Polinesia Francese: cinta dal magnifico anello della barriera corallina, accoglie diversi motu che si estendono lungo quasi tutta la barriera. Fra questi, il celebre Motu Tapu, oggetto di numerose leggende e protagonista di antiche storie Maohi; e il motu Toopua, uno dei numerosi punti di attracco della laguna, insieme alla baia di Faanui e a Nunue, a sud dell’isola. La laguna ha innumerevoli gradazioni di colore ed è ricca di flora e fauna marina: nelle acque basse è possibile nuotare fra mante, tartarughe di mare, murene e pesci multicolori. Imperdibile la discesa verso il "giardino di corallo" a sud-est dell'isola; mentre un’immersione o semplice snorkeling nei dintorni del Motu Taurere permette di ammirare mante, pesci tropicali e murene e squali. Un solo passaggio, quello di Teavanui, sul lato occidentale, comunica con l’Oceano Pacifico. Al centro dell’isola si ammirano picchi vertiginosi, frutto di una spettacolare eruzione vulcanica avvenuta alcuni milioni d’anni fa, ora ricoperti di vegetazione lussureggiante. Il Monte Otemanu ha forse il profilo più noto della Polinesia Francese: imponente si staglia su Bora, la sovrasta e la protegge.

L’isola più a ovest delle Sottovento è la piccola Maupiti, il cui canale lagunare è stretto e soggetto all’azione del mara’amu: l’entrata a Maupiti si effettua solo se accompagnati da uno skipper esperto. Una volta attraversata la pass Tetane si prosegue la navigazione in laguna e dopo circa tre ore si consiglia l’ormeggio davanti al Motu Piliahe. I re delle Hawaii, delle Gambier e delle Tuamotu venivano a farsi incoronare proprio su quest'isola, un angolo di Polinesia fra i più incontaminati. Maupiti si trova a 40 km da Bora Bora ed ha una superficie di 13,5 km quadrati e un perimetro di meno di 10 km. Una costa di spiagge bianchissime lambite dalla laguna e un interno montuoso e selvaggio: meravigliosa e intatta, Maupiti lascia la sensazione di navigare in un paesaggio celestiale.

MARINA E YACHT CENTER

A Tahiti il marina più famoso è Marina Taina (Punaauia Tel:+689 410225, Fax:+689 452758, VHF Channel 09), a Punaauia, sulla costa ovest dell’isola. Base nautica per imbarcazioni di lusso fino a 200 piedi, con servizio di noleggio imbarcazioni e club di immersioni subacquee, 3 ristoranti, officina meccanica e pompa di benzina. E’ gestito dall’autorità portuale di Papeete - Papeete Port Authority, cui fa capo anche il molo della città, che può ospitare fino a 50 barche a vela e permette di accedere ai numerosi servizi che offre Papeete.
Altra base nautica di Tahiti è il Tahiti Nautic Center (Taravao, Tel: +689 547616, Fax: +689 570507), base nautica per imbarcazioni fino a 50 piedi, che ospita anche un ristorante, club house, docce, lavanderia, negozi di accessori per la nautica e officina meccanica.
Infine, lo Yacht Club de Tahiti (Arue Tel: +689 427803, Fax: +689 423707, VHF Channel 06), si trova nella zona di Arue, 5 km a est di Papeete, e dispone di una flotta molto attiva.

Raiatea è base di numerose società di charter velici, e ospita il porto di Uturoa, la seconda città di tutta la Polinesia Francese. La Capitaneria di Porto di Uturoa (tel +689 663152 - VHF Channel: 16) dispone di un molo per rifornimenti, un marina con 100 posti per imbarcazioni, Uturoa Marina Station,e un centro di immersioni subacquee. A Raiatea si trova anche l’Apooiti Marina (tel: +689 66.12.20 – VHF Channel 68), base delle compagnie di charter the Moorings, Sunsail e Tahiti Yacht Charter. 80 attracchi possono ospitare barche dai 4 ai 17m. Si effettuano noleggi, punto di riferimento per i charter e base nautica, il centro ospita anche una sailing school, un diving club, 2 ristoranti e un servizio lavanderia.
Tahaa ospita due basi nautiche: il Taravana Yacht Club (Tel: +689 65.61.01) con corpi morti, docce, bagni, rifornimento di acqua e connessioni telefoniche e internet; e l’Hibiscus Yacht Club, nei pressi della baia di Haamene (tel:+689 65.61.06 - VHF Channel 68), con 10 manichini a disposizione.

ARCIPELAGO DELLE TUAMOTU

Diversa la navigazione fra le Isole Tuamotu, arcipelago composto da atolli, dove i fenomeni delle maree lunari e delle onde di marea (onde che viaggiano in senso contrario alle correnti) sono frequenti. Per questo motivo è consigliata la navigazione solo se siete velisti esperti, o se siete accompagnati da uno skipper che conosce bene gli atolli e sa come muoversi all’interno delle lagune e da una all’altra. Le Tuamotu rappresentano un ambiente perfetto per gli amanti della vela e del diving e per tutti coloro che vanno alla ricerca di un rifugio “fuori del mondo”, dove vivere in perfetta armonia e in simbiosi con gli elementi naturali.

ITINERARI

L'arcipelago delle Tuamotu è il più esteso fra i gruppi di isole polinesiani: è un insieme di 77 isole e atolli sparsi lungo un arco di circa 1500 km, a est delle isole della Società. Un’enorme distesa di isolotti corallini che galleggiano sull’Oceano, con spiagge incontaminate e lagune iridescenti ricche di vita marina. Rangiroa è l’atollo più grande della Polinesia e il secondo più grande al mondo: il suo anello corallino, lungo circa 75 chilometri ha ben 240 motu (parti emerse, isolotti sabbiosi ricoperti di arbusti e palme da cocco) separati da oltre cento hoa (piccoli canali).
A Rangiroa – o Rangi, come amano chiamarla gli habitué – si accede dalla passe Tiputa, e la si percorre fino al motu Ai Ai, dalla parte opposta della laguna a 10 miglia di distanza. Ai Ai è l’ideale per sperimentare un picnic sul motu, pescando tonni da preparare à la tahitienne, marinati nel limone e nel latte di cocco. Costeggiando la parte meridionale della laguna, si naviga fino al motu Otepipi dove andare alla scoperta di antichi resti di un villaggio tradizionale e fare snorkeling o pescare nella hoa, la parte di laguna contenuta fra due motu. Dal motu Otepipi, due ore di navigazione permettono di tornare fino a Tiputa, il villaggio principale dell’atollo.

Fakarava è il secondo atollo per estensione ed importanza delle Tuamotu: dal 2007 è parte del programma MaB – Man and Biosphère dell’UNESCO, insieme a una decina di atolli vicini. Fauna e flora qui sono particolarmente ricche e l’ecosistema assolutamente incontaminato e preservato. Entrare a Fakarava dalla sua pass meridionale, Tamakohua, è forse il posto migliore per ammirare il suo reef. Navigando verso il villaggio di Rotoava, all’estremo nord della laguna, va fatta tappa al giardino di corallo del motu Fakarau, a non molta distanza dalla passe Garuae.

Atolli più piccoli ma conosciuti sono Manihi, l’isola sede di numerose ferme perlière, le cui perle sono note in Polinesia Francese e anche oltreoceano; e Tikehau, famosa per le lunghe spiagge rosa dei suoi motu e per l’abbondanza della sua fauna, di forte richiamo per gli appassionati di immersioni subacquee.

MARINA E YACHT CENTER

Non vi sono basi nautiche alle Tuamotu, ma attracchi presso le principali strutture alberghiere dei singoli atolli. Fra questi il Manihi Pearl Beach Resort, il Tikehau Pearl Beach Resort, il porto di Rangiroa e quello di Fakarava.

ARCIPELAGO DELLE MARCHESI

Contrariamente a quanto si crede, la navigazione fra le Isole Marchesi, arcipelago composto da “isole alte” d’origine vulcanica senza barriera corallina (caso unico nella Polinesia Francese), non è ostica. Non esiste una stagione umida e i venti restano costanti tutto l’anno alle Marchesi. Queste condizioni fanno sì che la navigazione sia abbastanza agevole: in particolare l’assenza di barriera corallina rende particolarmente facile l’accesso alle isole. Se volete comunque avere la tranquillità di avere a bordo uno skipper e navigare in pieno oceano in tutta sicurezza, quasi tutte le società di charter danno la possibilità di essere affiancati da un esperto conoscitore di questi mari.

ITINERARI

La navigazione è agevole fra le isole a nord dell’arcipelago: Nuku Hiva, Ua Pou, Ua Huka.
Nuku Hiva, l’isola maggiore delle Marchesi, è formata da due vulcani sovrapposti, uno dei quali si apre ad anfiteatro e, degradando verso il mare, forma un ampio porto naturale dove sorge la capitale Taiohae. Spettacolare la baia di Hakatea, punto ideale da cui partire per un’escursione nella valle di Hakaui fino alla spettacolare cascata Vaipo (350 m di altezza), il cui accesso è custodito da una serie di tiki raffiguranti antiche divinità e guerrieri.
Navigare per due ore circa nella zona settentrionale dell’isola, costeggiando le sue baie, e fermarsi nella baia du Controleur, consente invece di partire, una volta a terra, alla scoperta del villaggio di Taipivai, dove andare a curiosare fra antichi manufatti e di legno e pietra, materiali tipici delle Marchesi. A nord, la baia di Anaho, invece, è un ottimo punto di partenza per una passeggiata di un’ora che conduce al villaggio di Hatiheu e al suo sito archeologico conosciuto come tohua, da dove ammirare le baie di Hatiheu e Hikokua.
La navigazione può proseguire fino alle piccole isole di Ua Pou e Ua Huka, separate da una distanza di circa 12 miglia.
Da Nuku Hiva la navigazione che porta fino a Ua Huka è di circa 4 ore. Arrivati alla baia di Haavei si può scendere su un piccolo motu, meta degli sterni che vi fanno i nidi. Circumnavigando l’isola, è consigliabile ancorare a Vaipaee e, una volta a terra, fare un’escursione a cavallo, nel tipico stile delle Marchesi.
Ultima delle Marchesi raggiungibile in barca, Ua Pou offre ai naviganti la baia di Hakahau, riparata e ideale per ancorarvi la barca. Partire da lì e visitare il piccolo museo e il centro artigiano con sculture di pietra è un ottimo modo per sperimentare la cultura marchesina. Continuare la visita dell’isola con un’escursione nella valle di Hakamaii, detta la valle dei re, è uno dei modi migliori per capire l’identità culturale molto forte delle Marchesi.

Le distanze crescono fra le isole meridionali: Fatu Hiva, Tahuata e Hiva Oa.
Hiva Oa in particolare, l’isola a forma di cavalluccio marino, è universalmente nota per essere stata il rifugio del cantante Jacques Brel e di Paul Gauguin, che qui trascorsero i loro ultimi anni di vita e che qui sono sepolti. Nei dintorni si trovano splendide baie, la spiaggia di sabbia nera di Taaoa e quella di sabbia bianchissima di Hanarekua. Sull’isola si trovano anche i più grandi tiki in pietra dell’intera Polinesia e altri interessanti siti archeologici.

 

 

 

 

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