Enua Enata: la terra degli uomini
Le Isole Marchesi sono dodici “isole alte”, di natura vulcanica, soltanto sei delle quali abitate, per una popolazione totale di 9104 abitanti. Si trovano a 1500 chilometri a nord-ovest di Tahiti, vicino all’Equatore. Il loro storico isolamento, dovuto alla lontananza dalle rotte commerciali più battute, le ha preservate intatte, mantenendo incontaminata la bellezza drammatica di una natura letteralmente mozzafiato.
Coste rocciose con baie spettacolari in cui l’attracco può essere difficile, se non per gli esperti navigatori marchesiani, grotte sottomarine popolate da una fauna ricchissima, montagne dalle pareti scoscese ricoperte di vegetazione tropicale e abitate solo da capre e cavalli in libertà, tiki monumentali e siti archeologici ancora parzialmente coperti da una flora prepotente, le Isole Marchesi sono tutte da scoprire.
Le isole dell’arcipelago sono suddivise in due gruppi: quello settentrionale, che comprende Nuku Iva, Ua Pou e Ua Huka, e quello meridionale, costituito dalle isole di Hiva Oa, Tahuata e Fatu Hiva. Ogni isola ha la propria peculiarità, il proprio segreto che attende di essere svelato.
Un’opportunità unica di conoscere davvero da vicino l’intero arcipelago è quella offerta dal cargo Aranui, un’imbarcazione davvero speciale: nave da crociera dotata di ogni comfort e, contemporaneamente, nave commerciale di grande importanza per gli abitanti delle isole. Diciassette volte all’anno l’Aranui parte per il suo straordinario viaggio di due settimane, 3400 km in acque dal blu cobalto in cui si specchiano i profili selvaggi delle Marchesi. Nel suo tragitto consente a fortunati viaggiatori di scoprire la cultura e le ospitali popolazioni dell’arcipelago, grazie anche all’amichevole equipaggio polinesiano e a un ricco programma di attività a bordo. Ma consente anche agli abitanti delle isole toccate di rifornirsi di tutti i beni di consumo non prodotti sul posto e di commercializzare copra, limoni e fusti di noni, un frutto dalle virtù terapeutiche internazionalmente riconosciute.
Per chi desidera approfondire la conoscenza delle singole isole, poi, due alberghi in eccellente posizione panoramica, sulle due isole principali, e un’ampia scelta di accoglienti pensioni familiari, per un contatto umano senza pari con gli abitanti.
Nuku Hiva: l’isola dei due vulcani
L’isola maggiore dell’arcipelago, prima tappa del viaggio di Melville nel paese di cui “nessuna descrizione saprebbe rendere la bellezza”, è costituita da due vulcani sovrapposti. Uno dei due crateri, aprendo la sua bocca parzialmente distrutta al mare, forma un ampio porto naturale in cui sorge la capitale Taiohae, vicina alle bellissime, deserte spiagge nere. La cittadina ospita una grande piattaforma di pietra ornata di sculture di artisti contemporanei, il paepae, e la famosa cattedrale della Marchesi, costruita con pietre di diverse forme e colori provenienti da tutto l’arcipelago. Al suo interno, splendide sculture lignee documentano l’abilità degli artisti locali.
Nuku Hiva ospita anche il meraviglioso sito archeologico di Hatiheu, con la sua sorprendente collezione di petroglifi: vi si contano oltre 2500 figure distribuite su circa 400 pietre. Figure umane, tartarughe, pesci, uccelli, cerchi concentrici: un mondo di pietra fantastico e misterioso su cui gli archeologi costruiscono affascinanti ipotesi.
Ma ciò che più colpisce il visitatore, sin dal suo arrivo, è lo spettacolo di una natura primordiale e potente. Le creste di basalto e i profondi canyon che scolpiscono l’isola sono uno scenario strepitoso in cui si può ammirare il drammatico salto della cascata di Hakui, la terza più alta al mondo, e in cui si aprono baie di una bellezza struggente, come Anaho, considerata una delle più belle delle Marchesi.
Per gli amanti della vita attiva, il monte Muake è un ottimo punto di lancio per parapendio mentre le grotte, le cavità e gli strapiombi sottomarini, popolate da una ricchissima fauna, sono attrazioni capaci di emozionare come pochi siti subacquei al mondo.
Per pernottare sull’isola è possibile scegliere tra il Keikahanui Nuku Hiva Pearl lodge, vero gioiello di architettura marchesiana, con i suoi bungalow edificati a strapiombo sulla baia di Taiohae, e accoglienti pensioni familiari, con un’atmosfera calorosa e rilassata.
Hiva Oa: la pace degli artisti
Difficile non pensare a Paul Gauguin e a Jacques Brel arrivando a Hiva Oa, l’isola dalla forma di cavalluccio marino. L’aura poetica dei due artisti, che hanno voluto essere seppelliti qui, nell’unico luogo al mondo che ha saputo regalare loro anni di pace, dona al magnifico “giardino delle Marchesi” un fascino tutto speciale. A loro sono intitolati due attivi e interessanti Centri culturali, ad Atuona, nel cui cimitero marino entrambi riposano.
La bellissima isola offre le sue baie, le sue spiagge di sabbia nera e di sabbia bianca e le cascate di Hanaiapa all’assalto delle onde dell’Oceano, che qui non sono frenate dalla barriera corallina e immergono le falesie taglienti in un mare di un blu scuro e irrequieto.
L’interno, con fiumi, cascate, indecifrabili luoghi di culto che sembrano comparire dal nulla tra i blocchi di lava, offre una perfetta scenografia per passeggiate capaci di offrire emozioni sempre nuove e intense. Da non perdere l’Ipona, uno dei siti archeologici più famosi delle Marchesi, con il grande tiki di Taka’i, protettore della valle, che, con i suoi quasi due metri e mezzo, è la scultura religiosa in pietra più grande del Pacifico. Nelle vicinanze anche la famosa statua di Makaii Taua Pepe, una donna nell’atto di partorire un essere mezzo uomo mezzo capra.
Sull’isola è possibile pernottare all’Hiva Oa Hanakee Pearl lodge, con quattordici bungalow, decorati con opere di artisti marchesani, da cui si gode una sontuosa vista della profonda baia di Tahauku, o optare per una pensione a gestione familiare, per scoprire di persona la tradizionale ospitalità polinesiana.
Ua Pou: l’isola dei ciottoli fioriti
Gli spettacolari picchi di basalto che precipitano in vallate verdeggianti di acacie e fioriti alberi di mango, prima di spegnersi in un mare dal colore del cobalto, fanno di quest’isola una delle più belle e più tipiche della Polinesia.
Imperdibile un’escursione alla baia di Hohoi, la cui spiaggia di sabbia nera è disseminata di pietre che la natura ha decorato con splendidi motivi floreali.
Bianca, invece, la sabbia delle magnifiche spiagge di Anahoa, che ospita oggi la capitale dell’isola, la più popolosa dell’arcipelago delle Marchesi.
Anche Ua Pou offre un’ampia scelta di sentieri grazie ai quali immergersi nella natura alla ricerca di suggestive vestigia archeologiche o di piccoli e tranquilli villaggi di pescatori, i cui ritmi di vita non sembrano discostarsi troppo da quelli dei loro antenati.
Sull’isola è possibile soggiornare presso strutture familiari, dove condividere la serenità e il calore degli abitanti dell’isola.
Ua Huka: piccola isola profumata di agrumi
La piccola isola di Ua Huka accoglie il visitatore con una natura incantevole, in cui si alternano verdeggianti pendii scoscesi e altopiani desertici. Si tratta di un vero e proprio paradiso di piante tropicali a cui si aggiungono le piante coltivate nel famoso arboretum, un giardino con oltre trecento piante provenienti da tutto il pianeta tra le quali spicca la collezione di agrumi più importante al mondo.
Ua Huka può vantare anche i più antichi siti archeologici delle Marchesi. Di grande suggestione i misteriosi glifi di Vaikivi, incisi sulla pietra grigia dell’antico cratere vulcanico.
Molto interessante anche l’artigianato locale. La scultura del legno e della pietra, la cui tradizione è ben documentata nei musei di Vaipaee e Hane, ne sono i punti più elevati.
L’isola offre la possibilità di pernottare presso i locali, in un ambiente di calorosa e genuina ospitalità, nei due villaggi principali.
Tahuata: l’isola del monoi
La più piccola delle isole marchesiane è anche l’unica a essere circondata da formazioni coralline che offrono riparo a magnifiche spiagge di sabbia bianca, deserte, bagnate da acque cristalline. Un bellissimo contrasto con il verde cupo della flora che ricopre il monte Tumu Mea Ufa i cui fianchi si aprono nelle cinque vallate selvagge che costituiscono l’isola.
Capoluogo della piccola Tahuata è il villaggio di Hapatoni, con graziose casette, una chiesa monumentale e un fiorente centro artigianale. La scultura è l’attività tradizionale dell’isola e non esiste uomo che non lavori con mani sapienti, secondo i motivi tradizionali marchesiani, legno di rosa, ossi di cavallo o rostri di pesce spada.
E’ possibile alloggiare presso privati.
Fatu Hiva: un tuffo indietro nel tempo
Passeggiare sulle stradine in terra battuta di Omoa riporta indietro nel tempo: le donne, i capelli profumati da umuhei, piccoli bouquet di fiori ed erbe aromatiche, battono le cortecce di giovani alberi per produrre la tapa, che decoreranno, poi, con gli antichi motivi tramandati di generazione in generazione.
Un’unica strada unisce il loro villaggio a Hanavave: 17 km di panorami indimenticabili che si aprono allo spettacolo indescrivibile della baia delle Vergini, una delle più belle al mondo. I picchi basaltici, che punteggiano l’acqua blu dell’Oceano, paiono assumere le forme sinuose di graziose fanciulle per creare uno scenario di incredibile bellezza, ancora più quando il tramonto lo veste di fuoco.
Per gustare l’atmosfera e la pace senza tempo di Fatu Hiva è possibile alloggiare presso gli abitanti.
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© Philippe Bacchet
Foto testata:
© Philippe Bacchet
Foto impaginato montagne:
© Philippe Bacchet
Foto impaginato nave:
© Aranui
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