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Storia L'arcipelago
di Tahiti venne scoperto dai Mahoi, popolazione di valorosi navigatori
che solcava l'oceano su lunghe piroghe doppie. Poco si sa della
loro terra d'origine: America del Sud o Asia del Sud Est sono
le ipotesi più accreditate. Sicuramente la vita quotidiana
obbediva a rigide regole sociali e religiose, che continuarono
a scandire le giornate di questo popolo anche dopo il suo definitivo
insediamento: dal tapu polinesiano, "ciò che non è
permesso fare", deriva il nostro "tabù".
L'arrivo
più recente degli europei è invece ben testimoniato:
dalla prima scoperta da parte di Wallis nel 1767, alle avventure
del comandante Bligh e di Fletcher Christian, protagonisti del
celeberrimo episodio del Bounty, tanta letteratura è stata
dedicata a quest'angolo di paradiso.
Nel 1800 la dinastia Mahoi dei Pomare, alleata con gli europei,
riuscì a convertire le isole al protestantesimo, abbandonando
le antiche pratiche politeiste e spianando così la strada
al processo di evangelizzazione avviato da alcuni missionari inglesi.
Risale alla metà del secolo, invece, l'istituzione del
Protettorato francese su Tahiti; nello stesso anno (1842) Papeete
venne designata capitale dalla regina Pomare IV. Il figlio, Pomare
V, sancì definitivamente l'annessione dell'arcipelago di
Tahiti alla Francia nel 1880. |
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