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La Polinesia esiste?
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Moorea e l’arte della fuga
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Tubuai
Rurutu e l’ultimo cacciatore di balene
Marchesi, indietro nel tempo

 
Moorea e l'arte della fuga

Tahiti è il crocevia obbligato per spostarsi tra le isole polinesiane e Moorea è la più vicina: in sei minuti di aeroplano o mezz’ora di battello siete già in un altro mondo.

A me è successo ancora prima del decollo, quando sotto il piccolo Piper pronto a partire sulla pista, si presentò un uomo che non poteva passare inosservato. Alto, brizzolato, abito di lino écru, un panama in mano e, nei gesti, una classe e una discrezione d’altri tempi. Riempì il vano dell’aereo di vecchie valige Vuitton e, avvolto dall’alone di un personaggio da romanzo, salì a bordo. Non aveva certo l’aria del turista e non resistei, gli chiesi chi fosse. Si presentò con gentilezza: Patrice Bredel.

Il nome forse non vi dirà niente, ma la sua avventura racconta un frammento di vera Polinesia: è la storia di un’evasione “moderna”. Bredel, parigino cinquantenne, conosciuto fin dagli anni ’70 nel circuito delle più importanti gallerie d’arte del mondo e grande estimatore dell’arte del Sud Pacifico, decide un giorno di cambiare vita e indirizzo. Dalla fine degli anni ’80 la Galerie Api non si affaccia più su un boulevard parigino ma sulla spiaggia di Thanae, isola di Moorea: è un faré polinesiano, accessibile percorrendo un viottolo di corallo frantumato o direttamente via mare, da un basso fondale navigabile solo su piroga a bilanciere.

MooreaIl posto giusto per un mercante che a Tahiti ha scovato gli ultimi eredi polinesiani di Gauguin, e che nella sua galleria possiede gli acquerelli originali con i quali i disegnatori imbarcati nelle navi di James Cook, documentavano i primi viaggi di scoperta. Oltre a queste opere di valore inestimabile, Bredel raccoglie quelle dei più quotati artisti contemporanei polinesiani e maori.
La sua clientela non comprende solo turisti di passaggio ma si estende fino a quella elitaria e blasonata d’oltreoceano. Una volta ogni due mesi Bredel, come se Christie’s e Sotheby’s fossero lì a due passi, toglie l’inseparabile pareo, indossa lini e panama e prende il Piper per Tahiti, in orario utile per salire sul primo volo per New York.


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